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AGIta – Arte Giovane Italiana

gennaio 24th, 2010 by agendartestudio

Aurora Meccanica, Niccolò Angeli, Antonio Bardino, Alessandro Battisti, Ludovico Bomben, Anna Di Prospero, Massimiliano Pelletti, Paolo Pennuti, Giulia Ravazzolo, Alberto ScodroA cura di: Silvia Bucchi, Lincoln Dexter, Diego Marchi, Laura Laruffa, Simona Raho, Ersilia Rossini, Valentina Trisolino

 

Martedì 2 febbraio 2010 alle ore 19.00 verrà inaugurata negli spazi espositivi del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma “Sapienza”, la mostra AGIta – Arte Giovane Italiana.

La mostra vuole essere un’occasione di confronto tra giovani artisti già riconosciuti all’interno del sistema dell’arte, e sette giovani curatori che presentano una loro visione della scena artistica italiana di oggi. La diversità dei registri linguistici e la varietà delle forme espressive si intrecciano per dare spazio alle idee di nove giovani artisti e un collettivo – rigorosamente tutti italiani – che insieme diventano un campione di ciò che si “agita” oggi nel nostro Paese. In un luogo come l’Italia, dove il solo fatto di essere giovani spesso sembra essere un impedimento, l’esposizione è tesa a dimostrare come, invece, le capacità artistiche esulano da un concetto legato all’età. Lo scopo è non solo quello di avvicinare il grande pubblico, ma anche quello di creare un luogo di incontro tra i vari attori che contribuiscono allo sviluppo dell’arte contemporanea.
Gli artisti presentati sono: Aurora Meccanica (Roberto Bella, 1983 e Carlo Riccobono, 1982), duo specializzato in videoinstallazioni interattive con temi riguardanti la cultura contemporanea italiana. Per la mostra è presentata un’opera inedita: un palloncino gonfiabile virtuale dove compaiono le opere di Damien Hirst, Maurizio Cattelan e Jeff Koons. Niccolò Angeli (1980), presenta un lavoro site specific strutturato nella forma di una caccia al tesoro che avrà come obiettivo quello di coinvolgere il pubblico in un viaggio alla ricerca di sé. Antonio Bardino (1973), da diversi anni si dedica in modo specifico alla pittura indagando gli interni contemporanei, in particolare i terminal degli aeroporti, di cui dà una rappresentazione iperrealistica. Alessandro Battisti (1977), artista molto attento nell’osservare la società, i suoi vizi e le sue incongruenze di cui dà nelle sue installazioni una rappresentazione ironica e sagace suscitando, in chi le guarda, una risata amara. Per la mostra presenta un’installazione-performance sulla situazione di svendita sociale e culturale dell’Italia. Ludovico Bomben (1982), le sue installazioni site specific interagiscono con lo spazio alterandolo e ricostruendolo, in questo modo invita il pubblico a intervenire per superare la rigidità dell’opera d’arte e ribaltare senso e funzione d’uso degli oggetti. Anna di Prospero (1987), per l’evento espone tre opere fotografiche dove utilizza il suo corpo come mezzo per raccontare viaggi intimi e al tempo stesso universali, seguendo uno dei filoni più innovativi della fotografia contemporanea: l’unione tra finzione e realtà. Massimilliano Pelletti (1975), mescola il linguaggio umoristico e sarcastico di Damien Hirst, Tracey Emin e degli altri artisti del ‘Brit Pack’ degli anni ‘90 con il patrimonio linguistico, filosofico ed artistico della cittadina toscana di Pietrasanta. Per la mostra presenta un’installazione incentrata sull’idea di nostalgia attraverso la morte di Snoopy. Paolo Pennuti (1974), utilizza principalmente la fotografia e il video creando opere di forte impatto che appaiono sospese. In mostra presenta un video in cui il piano-sequenza notturno evidenzia l’unione tra immagini e le due voci fuori campo creando effetti ipnotici e alienanti. Giulia Ravazzolo (1980), lavora sulla contaminazione delle arti spaziando dall’installazione alla performance e interagendo, attraverso l’utilizzo della luce e di materiali sintetici, direttamente con l’architettura e con gli spazi. In questo modo coinvolge lo spettatore in un continuo dialogo mentale, sensoriale e fisico. Alberto Scodro (1984), il suo lavoro si basa sulla spazialità e la fisicità degli elementi e dei materiali. In occasione della mostra propone un’installazione luminosa che gioca sul contrasto tra il bianco e il nero.

Titolo della mostra:Agita – Arte giovane italiana
Dove:
MLAC – Università degli Studi La Sapienza,Piazzale Aldo Moro, 5 – 00185 Roma
Vernissage: martedì 02 febbraio 2010, ore 19:00
Durata: Fino al 19 febbraio 2010
Curatori: Silvia Bucchi, Lincoln Dexter, Diego Marchi, Laura Laruffa, Simona Raho, Ersilia Rossini, Valentina Trisolino
Artisti: Aurora Meccanica, Niccolò Angeli, Antonio Bardino, Alessandro Battisti, Ludovico Bomben, Anna Di Prospero, Massimiliano Pelletti, Paolo Pennuti, Giulia Ravazzolo, Alberto Scodro
Info: Tel. +39.06.49910653 – Fax +39.06.49910365 -
E-mail: muslab@uniroma1.it
Web:  www.luxflux.net

Seix6: sei domande per sei Fondazioni

gennaio 24th, 2010 by agendartestudio

La lente convessa sulle Fondazioni di Roma

Tavola rotonda: martedì 2 febbraio 2010, ore 17:00
A cura di: Ilaria Caravaglio, Chiara Miglietta, Valentina Pugliese e Giovanna Sarno

Intervengono: Carla Subrizi – Fondazione Barruchello, Flavio Misciatelli – Fondazione Cerere,  Ludovico Pratesi – Fondazione Guastalla, Anna Mattirolo – Fondazione MAXXI, S tefano e Raffaella Sciarretta – Fondazione Nomas,  Ilaria Della Torre – Fondazione Quadriennale, Franco Nucci – Fondazione Volume!, Simonetta Lux, Domenico Scudero

Martedì 2 febbraio 2010 alle ore 17:00 si svolgerà nell’Aula I dell’Università La Sapienza di Roma, la tavola rotonda Seix6:  sei domande per sei Fondazioni. La lente convessa sulle Fondazioni di Roma, a cura di Ilaria Caravaglio, Chiara Miglietta, Valentina Pugliese e Giovanna Sarno, studenti dei Master di I e II livello in Curatore di Arte Contemporanea.
La tavola rotonda, progetto conclusivo degli studenti/curatori dei Master, si pone l’obiettivo di presentare le Fondazioni che operano sul territorio romano per farne emergere le differenze, nel tentativo di creare un confronto tra le stesse. Il simposio vuole essere un dibattito stimolante che abbandona le forme classiche di un tradizionale convegno e verte su temi artistici, economici e sociali di forte attualità. L’incontro sarà un punto di partenza per un possibile percorso comune, un’occasione di discussione tra giovani fondazioni, giovani curatori e giovani artisti.
In particolare verrà affrontato il rapporto tra l’istituzionalità della Fondazione, come ente privato senza finalità di lucro, e l’estro artistico delle nuove generazioni. Tale argomento stringe un forte legame con la mostra dal titolo AGIta, che sarà inaugurata lo stesso giorno, alle ore 19.00, negli spazi espositivi del MLAC.
Le Fondazioni coinvolte sono: la Fondazione Baruchello, la Fondazione Cerere, la Fondazione Guastalla, la Fondazione Nomas, la Fondazione Quadriennale e la Fondazione Volume!. Inoltre Anna Mattirolo, direttrice del MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, presenterà l’interessante processo che ha visto il museo costituirsi in Fondazione.
La tavola rotonda si presenta come una lente convessa sulle Fondazioni di Roma ed è concepita in due sezioni: la prima parte di presentazione, la seconda di confronto.
Un video, breve ed accattivante, introdurrà il convegno. In questo filmato i direttori delle Fondazioni coinvolte rispondono a 6 domande inerenti la storia e l’organizzazione della propria struttura. Il montaggio è a cura di Alexander Jakhnagiev. Seguirà un momento di confronto e di interazione, dove i direttori delle Fondazioni saranno invitati a dibattere sulle tematiche affrontate.
L’evento è organizzato dagli studenti dei Master di I e II livello in Curatore di Arte Contemporanea (a.a. 2008/ 2009), diretto da Simonetta Lux e curato da Domenico Scudero, istituito dalla Facoltà di Scienze Umanistiche. Il progetto è patrocinato da: Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione; Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Con il contributo della Regione Lazio per la ricerca “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea” e la partecipazione in qualità di media partner di DROME Magazine. Sponsor: Happy Cakes, Centopassi, Riserva della Cascina; sponsor tecnico: Vista.

Titolo: Seix6: sei domande per sei FondazioniLa lente convessa sulle Fondazioni di Roma
Dove: Aula 1 – Facoltà di lettere e Filosofia – Università degli Studi La Sapienza, Piazzale Aldo Moro, 5 – 00185 Roma
Orario: ore 17:00/19:00
Data: martedì 02 febbraio 2010
Curatori: Ilaria Caravaglio, Chiara Miglietta, Valentina Pugliese e Giovanna Sarno
Info: Tel. +39.06.49910653 – Fax +39.06.49910365 -
E-mail: muslab@uniroma1.it -
Web: www.luxflux.net

 

“MEMORIE DEL CORPO” personale di Maria Cristina Pacelli

gennaio 18th, 2010 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grassoinvito

La pietra è per la scultrice Maria Cristina Pacelli una presenza, un tramite per percepire l’inconscio archetipale delle pulsioni di continuità e completezza dell’atto d’amore.
Gli antichi greci adoravano la pietra non lavorata, grezza, priva di lineamenti levigati e fortemente realistici. È quello che ci ri-propone la nostra scultrice poiché affida alla pietra il potere generativo, l’origine della vita, il calore della luce, il senso materico e trascendente della propria esistenza. Le sue immagini femminili sono come tracciati della vita, forme di indelebile testimonianza di uno “spirito” eterno, non prigioniero, ma libero nel suo corpo di pietra.
Sono fonti di fertilità e d’amore: i loro corpi, come ci sottolinea Porfirio, sono le tuniche che avvolgono l’anima come una veste. Le sue sculture sono illuminazioni di conoscenze oltre che di memorie e ci riconducono alla profondità delle primitive forme rappresentative. La pietra è usata come involucro che salda il corpo e l’anima e dà luogo ad un percorso iniziatico della rinascita che sublima la materia e la trasforma nel volto dell’immaginario collettivo.
(dal testo critico del Prof. Franchino Falsetti – Critico d’Arte)

Ttolo della mostra: “Memorie del Corpo”
Artista in Mostra:
Maria Cristina Pacelli
Inaugurazione:Venerdì 22 gennaio alle 21:00
Durata: Fino al 3 febbraio 2010
Dove: Galleria d’Arte 18, Via San Felice 18, 40122 Bologna
Info: Tel. +39 051 4070368
Web: www.galleriadarte18.i
E-mail: info@galleriadarte18.it
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“RefelctingRoma”

gennaio 18th, 2010 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

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Olivier Delporte è un giovane artista formatosi alla Faculté des Arts d’Amiens, la Teinturerie. Vive e lavora a Roma.
Il suo lavoro si concettualizza essenzialmente con l’aiuto di due media che spesso e per la finalità stessa del dispositivo arrivano a formarne uno solo.
Il primo è il medium video ed il secondo il medium performativo : “il corpo come mezzo artistico dello spazio che diventa uno spazio numerico”.
Nelle sue video performances, l’artista cerca di sviluppare delle situazioni corporali e a trasformarle grazie al video affinché propongano una descrizione, un proposito che sia un netta relazione con la nostra società. Nei suoi video sperimentali, l’artista cerca sempre di sviluppare un lavoro legato alla nozione del tempo ed al simbolico dell’immagine in movimento. Egli trae inspirazione dalle opere di artisti come Vito Acconci, Marina Abramovic, Denis Oppenheim, Peter Land, ma anche Man Ray, Bunuel o ancora Buster Keaton.
A tal scopo rifiuta qualsiasi proposito narrativo: la video performance è condotta quasi come fosse una coreografia sia performativa – corporale sia costruita grazie alla video. Quella “notifie” i movimenti e l’immagine proposta: Questa somiglianza con la “notation” coreografica ha un senso per Olivier Delporte poiché delimita l’azione dei movimenti nella video performance.

«L’action répétitive de certains mouvements que je développe se rapproche de l’attitude de Buster Keaton, de Pierrick Sorin, et surtout de Peter Land…Certes, le but de mon travail, et surtout celui que j’ai fait sur la chute, n’est pas essentiellement de faire rire. Il cherche principalement à développer un propos sur l’action du corps en mouvement et sur la décomposition des gestes du corpsqui se recomposent au montage vidéo.»
Olivier Delporte, La vidéo performance, Bibliothèque de l’Université Picardie Jules Verne, 2008, sotto la direzione di Françoise Parfait & Éric Valette.

 

Titolo della mostra: RefelctingRoma
Artista in mostra:
Olivier Delporte
Inaugurazione: Domenica 14 febbraio 2010, ore 18.30
Durata:fino AL 15 Marzo
Dove: Galleria Whitecubealpigneto, via Braccio di Montone 93, Roma
Info: Tel.3342906204
Web: http://whitecubealpigneto.splinder.com
E-mail: lastellina05@gmail.com

  


 

“BONUM EVENTUM”

gennaio 18th, 2010 by agendartestudio

MYLAB-officine_invitoL’Associazione culturale Arcarte, in collaborazione con Arteteco eventi design e comunicazione, promuove una iniziativa mirata al design, finalizzata a creare sinergie tra più soggetti: designer, aziende manifatturiere, agenti e giornalisti provenienti da tutt’Italia.
Presso la Galleria il 30 Gennaio al 07 Febbraio 2010, dalle ore 16.30 (inaugurazione ore 19.30), sarà presentata una mostra/evento, “Bonum Eventum”, dedicata a nuovi progetti con il fine di incoraggiare un dialogo fra ricerca ed impresa e di creare concrete opportunità di reciproca conoscenza, di condivisione di linguaggi favorendo una reale opportunità di collaborazione.
Protagonista di tale evento sarà una giovanissima azienda Campana “Mylab” che progetta e realizza complementi di arredo di design e che in un contesto semplice ed informale, potrà confrontare idee, esporre interessi ed esigenze, confrontare la propria ricerca con il potenziale mercato, trovare percorsi per risolvere problemi di innovazione, conoscere potenziali partner di progetto, per sapere cosa si sta muovendo intorno ai temi considerati.
Un incontro dedicato per parlare di progetti di ricerca e tecnologie che possono fornire significative opportunità di sviluppo, nel settore del Design, alle risorse del territorio.

Titolo dell mostra:“Bonum Eventum”,
Inaugurazione:
30 gennaio 2010 ore 18.30
Durata: fino al 07 febbraio 201o
Dove: Galleria Arcarte, viale dei Rettori 2/6, Benevento

LA SPADARINA MOSTRE

gennaio 18th, 2010 by agendartestudio

Di: Massimiliano A.Grasso

La Spadarina esposizioni d’arte  di Rosario Scrivano presenta la nuova mostra
Dal 16 al 31 Gennaio 2010 esporranno in galleria Baggiani Mariarosa,  Huskich Azra, Lusting Leonardo , Marighetto  Marco 

Baggiani Mariarosa - Chicchi    Huskich Azra

 

 

 

 

 

Lustig LeonardoMarighetto Marco

L’architettura dei luoghi della memoria

gennaio 12th, 2010 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

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La storia appena trascorsa ritrova spesso nei musei e nei luoghi che ne conservano la memoria un potente strumento per ricordare eventi e comunicare valori. In Emilia-Romagna il numero e la qualità eccezionali di queste testimonianze ha contribuito a creare una rete di relazioni culturali, in grado di fornire al territorio una radicata identità collettiva.
Il convegno presenta nuovi studi relativi all’architettura dei luoghi della memoria attraverso un excursus di opere, siti, manufatti e allestimenti, indagando il linguaggio del Progetto Architettonico e Urbano applicato ai luoghi evocativi di Storia, di fatti storici e di Memoria.
L’idea che le opere architettoniche possano prolungare la memoria sociale collettiva di persone o di eventi è stata da sempre una caratteristica distintiva dell’architettura. Il processo di trasmissione di una memoria che diventa patrimonio comune e condiviso trova così nell’opera architettonica e nel museo uno strumento di comunicazione e concretizzazione.

All’introduzione di Aldo De Poli, che farà il punto sui nuovi studi relativi all’architettura dei luoghi della memoria, seguiranno interventi sull’architettura del museo come interprete della relazione fra passato e presente (Federica Arman), la conservazione del luogo di memoria come sintesi di paesaggio e storia (Roberta Borghi) l’antinomia fra narrazione e accumulazione, fra coscienza e memoria (Maria Amarante), l’allestimento museale come messa in scena di una radicata identità collettiva (Monica Bruzzone).
La giornata si conclude con una visita guidata al Museo Cervi.

L’architettura dei luoghi della memoria
Il convegno si terrà a Gattatico (Reggio Emilia), presso la Sala Conferenze della Biblioteca Archivio “Emilio Sereni”, venerdì 21 giovedì 2010, ore 14,00 – 18,00.

Organizzazione e segreteria del convegno
Sabrina Montipò
Istituto Alcide Cervi – Museo Cervi – Biblioteca Archivio “Emilio Sereni”
via f.lli Cervi 9, 42043 Gattatico (Reggio Emilia)
tel 0522 678356; fax 0522 477491 e-mail: biblioteca-archivio@emiliosereni.it

Federica Arman
Gruppo di Ricerca Architettura Musei Reti
Università di Parma – Dipartimento di ingegneria civile, dell’ambiente, del territorio e architettura.
Viale G.P. Usberti 181/A, 43100 Parma
tel. 0521 905944, fax 0521 905924
e-mail: info@architetturamuseireti.it

Claude Collins – Stracensky; prima personale in Italia

gennaio 11th, 2010 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per la prima volta in Italia una personale dell’artista statunitense Claude Collins-Stracensky (Lakewood, Ohio, 1975; vive e lavora a Los Angeles).Il lavoro di Collins-Stracensky prende a soggetto gli aspetti fondamentali del mondo naturale che ci circonda: la luce, l’energia e il tempo, assemblandoli in una pratica artistica che comprende diversi medium. Si tratta di oggetti, sculture, interventi ambientali, che vorrebbero generare nell’osservatore una nuova consapevolezza del mondo che ci circonda.
La sua concezione trae ispirazione e continua gli esperimenti degli artisti light-and-space americani degli anni Sessanta: Larry Bell, Robert Irwin, James Turrell, i quali rifiutarono l’insistenza tautologica minimalista per cui: “l’arte è ciò che è e niente più”, a favore di un’idea più empirica, che vede l’arte come una possibilità di allargamento delle nostre esperienze sensoriali e percettive.
La mostra di Claude Collins-Stracensky a Milano si configura come uno sviluppo del progetto presentato all’Hammer Museum di Los Angeles nel 2009. In questo progetto l’artista aveva aperto e “animato” l’architettura del museo realizzando un foro circolare in alcune pareti interne, ottenendo così un cono di visione prospettica capace di penetrare gli spazi chiusi dell’edificio che davano sulla strada. Il processo della visione unificava quindi la percezione delle sculture e dei lavori fotografici collocati dentro con il fuori che si rifletteva negli stessi (vedi le “sculture vetrine”), visibili attraverso le aperture. Allo stesso modo, l’esperienza dei passanti fuori era chiamata a interagire con i lavori esposti dentro, permettendo così all’interno di comunicare con l’esterno. Le finestre esterne del museo erano poi state schermate con una pellicola colorata che modificava la percezione dello spazio e della luce nel museo. L’operazione, in pratica, ha fatto diventare l’edificio museale una riproduzione su larga scala delle “sculture vetrine” di Collins-Stracensky.
Claude Collins-Stracensky realizzerà nella Galleria di Nicoletta Rusconi un intervento simile, che permetterà ai visitatori di vivere lo spazio in maniera differente, di sperimentare i lavori in esso contenuti come estensioni delle facoltà percettive di chi osserva. Una collezione di sculture in vetro, acciaio e flora – sono costituite da lastrine di vetro perforato e plexiglas colorato contenenti oggetti prelevati dal mondo naturale: conchiglie, foglie di alberi di palma, erba secca -, alcuni ‘disegni di luce’ (Light drawings) e una serie di documentazioni fotografiche scattate a partire dal 2001, che testimoniano i continui processi di negoziazione che intercorrono tra l’uomo e l’ambiente, verranno esposte a integrazione dell’intervento nello spazio.
Le opere di Collins-Stracensky intendono generare consapevolezza delle sovrastrutture e sottostrutture che ci circondano, esplorando il complesso mondo di relazioni che intercorrono tra la natura – intesa come campo dei fenomeni naturali – e la nostra percezione degli stessi mediata dai condizionamenti sociali, culturali e ambientali.
La mostra sarà accompagnata da un testo critico di Giorgio Verzotti e proseguirà fino al 28 marzo 2010

Titolo della Mostra: Claude Collins-Stracensky,prima personale in Italia
Artisti in mostra: Claude Collins-Stracensky
Inaugurazione: 9 febbraio 2010, ore 18.30
Durata: fino al  28 marzo 2010
Dove: Galleria NICOLETTA RUSCONI, Corso Venezia 22, 20121 Milano
Ingresso: gratuito
Orari: da martedi a sabato, dalle 15.00 alle 19.00. Chiuso domenica e lunedi
Ufficio Stampa:Sara Zolla
Tel.:
+ 39 (0)2 784100, fax + 39 (0)2 77809369
E-mail: press@nicolettarusconi.com
Web: www.nicolettarusconi.com

 



 

Marianne Werefkin, L’amazzone dell’avanguardia

gennaio 9th, 2010 by agendartestudio

Alla sua “arte dell’emozione” sarà dedicata la mostra “Marianne Werefkin. L’amazzone dell’avanguardia”, ospitata dal Museo di Roma in Trastevere dal 25 novembre 2009 al 14 febbraio 2010 che raccoglie 50 tempere, 12 disegni, 20 libretti di schizzi e un diario. Promossa dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali, dal Comune di Ascona, dal Museo Comunale d’Arte Moderna Ascona e dalla Fondazione Marianne Werefkin Ascona con il Patrocinio dell’Ambasciata Svizzera in Italia e con la collaborazione dell’Istituto Svizzero di Roma, l’esposizione è a cura di Mara Folini e Federica Pirani da un progetto di Maria Paola Fornasiero. Organizzazione e servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Nata da una famiglia dell’alta nobiltà russa – il padre generale della Fortezza di Pietro e Paolo a San Pietroburgo, la madre pittrice e discendente da un’antica stirpe di principi cosacchi – Marianne Werefkin è una delle artiste più interessanti del panorama europeo di inizio Novecento ma è rimasta quasi sconosciuta al pubblico italiano. La sua opera è stata fondamentale, a livello sia teorico che pittorico, per la nascita nel 1909 della “Neue Künstlervereinigung München” (Nuova Associazione degli artisti di Monaco) e di conseguenza del “Blaue Reiter” (Cavaliere Azzurro), ponendo così le basi per la nascita della moderna arte astratta. Un’arte che doveva esprimere soprattutto le emozioni interiori, non la “verità della vita” ma la “vita vera”.
Per lunghi periodi rimane lontana dall’esercizio della pittura: ricomincia, infatti, a dipingere nel 1906, strutturando le forme con l’uso puro del colore e stilizzando le linee senza mai entrare nell’astrazione pura.
La sua produzione artistica può essere distinta in tre momenti significativi. Il primo, riscontrabile negli schizzi in lapis e matite colorate, vede l’influsso delle correnti mistiche e dell’arte di Kubin e Redon. Il secondo, evidente in diverse opere e schizzi del 1907, è influenzato dall’arte francese impressionista e neo-impressionista nell’iconografia (con le scene di città, caffè e spettacoli teatrali) e dall’opera di Gauguin e Nabis nello stile (con l’uso espressivo del colore e delle linee). Ma in questa fase è soprattutto l’arte di Edvard Munch ad avere influenzato fortemente la sua pittura, per l’uso simbolico e antinaturalistico del colore, per la pennellata fluente e per i richiami iconografici. Nel terzo periodo, con le opere degli anni 1908-13, la Werefkin giunge infine al suo stile lirico, espressivo, personale in cui le forme, le linee e i colori sono spesso assorbiti da una tonalità dominante. Infine, con il suo trasferimento in Svizzera, che si conclude ad Ascona dove risiede negli ultimi 20 anni della sua vita, la sua arte da un lato segue una forma più mistica e visionaria, dall’altro esprime i suoi sentimenti più umanitari e vicini alle problematiche umane.
In occasione dell’inaugurazione della mostra, la Fondazione Internazionale Accademia Arco presenterà un concerto della pianista russa Olga Nikišina.

Titolo della mostra: Marianne Werefkin, L’amazzone dell’avanguardia
Inaugurazione: giovedì 26 novembre 2009
Durata:domenica 14 febbraio 2010
Dove: Museo di Roma in Trastevere, Piazza di Sant’Egidio, Roma
Orari:Martedì-domenica 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietto: € 5,50 intero; € 4 ridotto

UN SORSO D’ARTE…

gennaio 2nd, 2010 by agendartestudio

UN SORSO D’ARTE…

dicembre 29th, 2009 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

Mercoledi 30 dicembre l’Associazione artistico- culturale Musarte in movimento e il Mon Amour Cafè presentanto l’aperitivo culturale “Un sorso D’Arte…
Una serata particolare da trascorrere insieme all’insegna dell’ Arte, della comunicazione del piacere.
Espongono Giovani artisti del comune di Ariano Irpino: Christian Pannese, Flavio Grasso, Generoso Maresca, Giuseppe Cradinale, Giuseppe Cleriguzio, Marco Dell’oriente, Valentina Pietrolà

 

Titolo della mostra: UN SORSO D’ARTE…
Artisti in mostra:
Christian Pannese, Flavio Grasso, Generoso Maresca, Giuseppe Cradinale, Giuseppe Cleriguzio, Marco Dell’oriente, Valentina Pietrolà
Inaugurazione: mercoledì 30 dicembre 2009 ore 19.00
Dove Mon amour Cafe’,  C/so Vittorio Emanuele, Ariano Irpino ( AV)
Info: musarteinmovimento@gmail.com
Tel. 3392710662 – 3281372641

IL GRANDE ASCOLTATORE

dicembre 29th, 2009 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

Sabato 9 gennaio alle 16:00 Vernissage per la Mostra Collettiva dal titolo “Il Grande Ascoltatore” presso la Galleria d’Arte 18, uno degli spazi più originali e d’avanguardia dell’Arte a Bologna. Presenta la Mostra la critica d’Arte Maria Rita Montagnani.

 

“Nel mese di ottobre 2009 è stato pubblicato il libro Il grande ascoltatore di Maria Rita Montagnani, edito da CTE (centrotoscanaedizioni) e stampato da Bandecchi e Vivaldi in Pontedera-Pisa. Da questo libro, che è un poemetto filosofico-surreale (presentato alla fiera nazionale del libro al palazzo dei congressi di Pisa), è nata l’idea di una rassegna d’arte che comprendesse ogni genere ed ogni linguaggio artistico ed espressivo. Si parte dalla considerazione che ogni artista, per essere tale, ha bisogno di un grande ascoltatore che sia esterno o anche interno ad esso, che sappia veicolare e convogliare ogni sua emozione e pensiero in una energia che prima di essere creativa, sia straordinariamente ricettiva. Succederà così per ogni artista che, dopo aver sedimentato dentro alla sua opera l’ascolto di quella “voce” interna, diventi egli stesso il “grande ascoltatore”. Questo è lo spirito della mostra, dove immagine, segno, colore e parola danno vita, uniti o complementari, alla forma espressiva dell’interiorità propria di ciascun artista. La rassegna espositiva comprende opere di pittura e di scultura, piccole installazioni ed elaborati di grafica digitale”.
(dal testo critico di Maria Rita Montagnani – Critica d’Arte)

Titolo della Mostra: Il GRANDE ASCOLTATORE
Artisti in mostra:
Matteo Arfanotti – Giulio Cerocchi – Marta della Croce – Ilaria Marchione – Alessandro Mazzoni – Stefano Moras – Elena Nutini – Szymon Oltarzewski – Stefania Quartieri – Elena Roncoli
Inaugurazione: Sabato 9 Gennaio
Durata: fino al 20 gennaio 2010
Dove: Galleria d’Arte 18, Via San Felice 18, 40122 Bologna
Inaugurazione: Sabato 9 gennaio 2010 ore 16
Ingresso: gratuito
Orari: dal lunedì al venerdì: 10.00 – 19.00;- sabato 15.00 – 19.00.
Informazioni: Galleria d’Arte 18
Tel. +39 051 4070368
Web: www.galleriadarte18.it

“SIGNUM – l’arte del disegno”

dicembre 14th, 2009 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

Un viaggio all’insegna della riscoperta del disegno come tecnica espressiva intima e profonda

La Galleria D’Arte Marino presenta  la mostra collettiva di disegni dei grandi maestri italiani e internazionali.
La mostra, a cura di Ilaria Caravaglio vuole valorizzare l’arte del disegno in tutte le sue forme e vedrà come protagonisti indiscussi, illustri maestri italiani e stranieri come Mino Maccari, Aristide Maillol, Salvador Dalì, Emilio Greco, Ardengo Soffici, Giorgio De Chirico, Fortunato Depero e molti altri ancora.
La collettiva proposta dalla Galleria Marino desidera esaltare il disegno, banco di prova per la sensibilità e l’abilità dell’artista, nonché una delle tecniche più affascinanti nel panorama artistico mondiale. Attraverso il tocco magico dellla matita, si è liberi di creare forme ed immagini esprimendo il più possibile la propria creatività.
Con SIGNUM - L’arte del disegno, appassionati e non potranno quindi immergersi nell’animo più nascosto degli artisti, lasciandosi dolcemente emozionare.

 

Titolo della mostra: “SIGNUM -l’arte del disegno”
Inaugurazione:
11 Dicembre 2009 ore 18.30
Dove: Galleria Marino,Salita di San Sebastianello, 16b – 00187 Roma
Info: Tel. e fax +39 06.697.97.531
Art Director: Ilaria Caravaglio +39 347.81.94.946
Ufficio Stampa: Luisa Belardinelli +39 339.30.42.242

ALESSIO DELFINO – CHIARA COCCORESE

dicembre 5th, 2009 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

La doppia personale presso la Galleria Paolo Erbetta espone i recenti lavori di Alessio Delfino (1976 Savona) e Chiara Coccorese (1982 Napoli), due artisti che “giocano” con la fotografia in senso letterale e metaforico: “letterale” perché entrambi amano dedicare energie alla costruzione dei propri set; “metaforico” perché in questo gioco con la fotografia è la stessa fotografia ad essere messa in gioco nella sua natura di obiettiva riproduzione del reale e diventa proiezione dell’interiorità.

Tarots è la nuova serie fotografica di Alessio Delfino, dedicata alla rappresentazione dei ventidue arcani maggiori del mazzo del Tarocco Marsigliese, nella Delfinoversione commissionata nella prima metà del XV secolo dal duca di Milano Filippo Maria Visconti che rappresenta la più alta espressione del tarocco nei secoli.
Nel suo lavoro ultradecennale il giovane fotografo savonese ha messo al centro del proprio lavoro la donna come oggetto di studio. Nei Tarots la forza del simbolo si intreccia al potere seduttivo del corpo. E’ L’Imperatrice il primo scatto di questa ricerca “sapienziale” che interpreta i tarocchi in versione femminile. L’uomo è soggiogato al destino, così come lo è all’eterno femminino, che gli si sovrappone in un gioco di rimandi. Le Diable vede in scena un uomo assoggettato al potere muliebre. In una società laica e improntata dall’esaltazione del self made man, l’idea di destino non ha molto seguito. Compiendo un’operazione pop, Delfino trova il modo di parlare di quel “fato” che è per secoli ha rappresentato una vera ossessione culturale per l’uomo. Senza il Fato non esisterebbero infatti i poemi antichi, la tragedia greca, l’astrologia e molto altro, inclusi i Tarocchi. La femme fatale dei Tarots di Delfino ha origine da qui. Utilizzando lo stile neobarocco, la fotografia di Delfino parla di un mondo inteso come “grande rappresentazione” e della vita come un percorso di assoggettamento, più o meno volontario e consapevole, al potere del simbolico. Lo fa unendo alcuni punti di riferimento, da Erwin Olaf a Helmut Newton, passando per David LaChapelle. Se del primo, Delfino ammira le atmosfere vintage ed eleganti, evocative e misteriose, del secondo apprezza l’uso di modelle dotate di una bellezza post-femminista, più consapevole e dai tratti aggressivi, decisionisti, manageriali, perfino sadici. Dall’ultimo, Delfino desume invece un certo gusto per il gioco, per l’ammiccamento e per un barocchismo che, se in LaChapelle si conoscono i noti eccessi ultrapop e manieristi, in Delfino restano sommessi per non rompere l’equilibrio imposto dal serafico afflato delle carte del destino. Un flatus voci, quello de L’Imperatrice, che irrompe da una simbiosi postmoderna in cui la fotografia sfrutta ogni sua possibilità per creare uno spazio in cui i sensi e i simboli possono aleggiare con drammatica leggerezza, senza perdere la profondità di una sensazione originaria e senza piombare nei fasti desueti della retorica. Come fa notare Roland Barthes in un suo libro capitale, per chi guarda “è come se” dovesse “leggere nella Fotografia i miti del Fotografo, fraternizzando con loro, senza crederci troppo”. La fotografia di Delfino produce un tale effetto di fascinazione non violenta, di seduzione giocosa, di seria ilarità dando all’immagine la possibilità d’essere letta su più piani.

Nella precedente serie Femmes d’or, invece, Delfino matura una astrazione e drammatizzazione del nudo. Dopo aver dedicato due serie alla trasformazione del corpo in paesaggio e alla trasfigurazione della carne in esile scrittura di luce, Delfino approda ad una serie in cui usa la body painting dorata su modelle non professioniste, per offrire una diversa tessitura alla pelle ed impostare un altro rapporto tra carne, luce e fotografia. Intrappolati dentro spesse cornici dorate, figlie di un certo gusto barocco per l’eccesso, questi frammenti di corpi danzanti divengono oggetti voluttuosi e drammatici. La consistenza eterea delle masse, la plasticità dei volumi corporei e l’armonia delle forme determinano una fotografia scultorea, in cui il corpo assume una valenza spirituale. Il frammento corporeo permette di cogliere meglio l’espressività del tutto, tenendo a debita distanza l’erotismo, al quale Delfino pone rimedio “denudando il nudo”, togliendo ogni segno e cercando del corpo una forma più autentica, una vitalità più vera.

Se il mondo di Delfino è rivolto alle suggestioni provenienti da un mondo antico e scomparso che crede nella bellezza come armonia e nel destino come “lCoccoreseibro” già scritto, quello di Chiara Coccorese è invece rivolto ad un altro luogo di sopravvivenza del “mito”. Si tratta di un luogo accogliente e inquietante quale è quello della fiaba. Grazie ad un approccio narrativo alla fotografia di genere stage photography, Coccorese ricostruisce un mondo utilizzando il linguaggio sognante dell’infanzia. Uno stadio dell’esistenza connotato da un approccio gnoseologico al gioco: costruendo il proprio universo si ripete quello reale al fine di renderlo familiare, giocandoci come se quel questo potesse essere disponibile, addomesticabile. L’ottica mitizzante serve proprio ad abbellire e personificare le “quattro stagioni”, ad esempio, al fine di creare un ponte antropologico con la Natura indifferente rispetto al destino e al dolore umani, di cui Giacomo Leopardi ha lasciato un testamento assoluto nel Dialogo della Natura e di un islandese.
In questa ricostruzione l’artista si chiama in causa attraverso un lavorio di specchi riflettenti la propria immagine. Aspetto concettuale di una fotografia che fornisce una visione surreale, divertita e divertente, ma cerca un contatto con gli aspetti più ideali del fotografare: l’autorialità, il rapporto tra il soggetto e l’oggetto del fotografare, la presenza dell’autore nell’opera. Come ci ha insegnato il capolavoro aurorale di Diego Velàzquez, Las Meninas, l’autore dell’opera può entrare a farne parte attraverso uno sguardo che renda evidente la propria autorevolezza. Coccorese lo fa in Autunno, dove inscena un personaggio femminile immerso dentro una scena di sapore autunnale. Il fondale è dipinto, gli alberi sono fatti di frutti e bacche, il terreno è popolato di foglie secche e noci la donna è fatta di legni. Tutto è finto perché sia vero. L’idea del pupazzo viene qui messa al centro di un gioco di cui l’autrice è il deus ex machina, la designer di una scenografia che possiede i caratteri di una narrazione che non porta in nessun luogo, come una favola appena accennata da leggere in profondità, come lo Spaventapasseri crocifisso, piuttosto che nella distensione cronologica. Ci si aspetta una storia, ma i lavori di Coccorese sono legati ad una visionarietà che apre una dimensione del narrare che collega le inquietudini del sogno e la semplicità della favola ad certo un simbolismo infantile. Coccorese illustra i capitoli di una narrazione che si dipana come un sogno, come una fiaba destrutturata, in cui i personaggi e i paesaggi non stanno più insieme ma vanno ciascuno per conto proprio. Un mondo di colori come ne la Fabbrica di cioccolato diretta da quel Tim Burton a cui Coccorese potrebbe essere debitrice, se soltanto il suo lavoro propendesse decisamente verso la direzione del grottesco invece di optare per una più genuina vena drammatica e giocosa che l’avvicina al teatro delle maschere italiano e che proprio nella tradizione partenopea sa essere così ricco di colori e personaggi.
La fotografia di Coccorese parte da dove Andy Warhol ha terminato e da quella consapevolezza che la stage photography ha maturato, confermando l’intenzione degli artisti di fotografare mondi da loro stessi creati. La fine dell’immagine “per eccesso di immagini” profetizzata da Warhol, che serigrafava foto “rubate” ai media, porta alla fine della fotografia pensata come racconto del reale e fa nascere un nuovo mondo che bene ha descritto un “fotografo giocoliere” come Vik Muniz, usando la massima: “Non c’è più nulla da fotografare. Se vuoi fotografare qualcosa di nuovo, devi prima crearlo”. E’ la nascita di una fotografia che registra un mondo creato appositamente per lei, spesso per un solo battito del suo otturatore.

Nicola Davide Angerame

VENTICINQUE TONDI TONDI

dicembre 3rd, 2009 by agendartestudio

Di: Cristiana De Paola

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venticinque artisti invitati a misurarsi con un piccolo formato, una tela tonda di25 cm, uguale per tutti, con un unico intento: creare venticinque momenti di sedFabriziuzione, attirare il nostro sguardo e catturare la nostra curiosità per trascinarci in altretanti microcosmi che attendono di essere conquistati.
Una mostra all’insegna dell’amicizia tra pittori più giovani e meno giovani, tra pittori, pittura e poesia.
Artisti: Ennio Alfani, Ubaldo Bartolini, Aurelio Bulzatti, Alessandro Cannistrà, Bruno Ceccobelli, Francesco Cervelli, Marco Colazzo,  Alessandra Di Francescinvito 25 Tondi Tondi o,  Andrea Di Marco, Mauro Di Silvestre, Stefano Di Stasio, Stefania Fabrizi, Ettore Frani, Lino Frongia, Paola Gandolfi, Felice Levini, Salvatore Marrone, Adriano Nardi, Luca Padroni, Hannu Palosuo, Gioacchino Pontrelli,  Giuseppe Salvatori, Orsina Sforza, Francesca Tulli, Marco Verrelli.
Poesia:
Nicola Monti

 

 

Titolo della mostra: VENTICINQUE TONDI TONDI
Inaugurazione: sabato 12 dicembre ore 18
Durata : fino al 20 gennaio 2010
Dove: Maniero Associazione Culturale, via Dell’Arancio 79, Roma
Orari: da martedì a sabato ore 16 – 20 e per appuntamento
Info: tel./fax 0668807116
E-mail: info@galleriamaniero.it
Web: www.galleriamaniero.it

 

 

Thomas Barbèy – Un Visionario a Roma

dicembre 2nd, 2009 by agendartestudio

Di:  Massimiliano A. Grasso

La Morris Casini Foundation inaugura la sua nuova esposizione

Thomas Barbèy
Un visionario a Roma

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Vernissage: Venerdì 4 dicembre dalle 18:30 alle 23:00. Via del Porto Fluviale, 7 Serata evento per celebrare Thomas e la sua arte, accompagnati da un Aperitivo Speciale.

Morris, Casini Foundation
tel. 06.57300712

Rome
7 via del porto fluviale
it roma rm 00154
tel. +39. (0)6 57300712
fax +39. (0)6 60513646

London
7 petworth rd.
uk haslemere surrey gu27 2jb
ph. +44. 20 32391358
fax +44. 20 76927993

New York
empire state building, 59th floor – 350 fifth ave.
usa new york ny 10118
ph. +1. 646-257-4081
fax +1. 212-656-1855

“FASHION VICTIMS” di Marco Palombi

dicembre 1st, 2009 by agendartestudio

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Il mondo visto attraverso lo sguardo appassionato ed artistico di Marco Palombi, è questa la mostra che propone dal 13 Dicembre 2009 fino al 25 Gennaio 2010 la galleria “Whitecubealpigneto”.
Una rassegna di 16 foto in bianco e nero scattate in quelle parti del globo dove ancora tutto scorre secondo leggi tradizionali, ma in cui gli unici elementi colorati sono i simboli della cultura occidentale, che invadente si insinua come mezzo di emancipazione, lasciando tutto il resto immutato. Emblemi di progresso solo esteriore, che mietono vittime e tolgono qualsiasi altro desiderio di evoluzione.
Nella filosofia del “Whitecubealpigneto” la rappresentazione dell’opera esce dal ristretto ambito del quadro, in questo caso della fotografia, e fluttua nello spazio, attraverso l’estrapolazione di quell’unico fattore di disturbo rispetto al contesto culturale locale, rappresentato dall’artista.
Nell’allestimento della mostra gli oggetti colorati di rosso vengono riproposti materialmente al di fuori dell’opera, a simboleggiare l’estromissione di quell’elemento estraneo all’ambiente, per far riemergere il naturale equilibrio di quei popoli confusi dalle incursioni della cultura occidentale.

Marco Palombi nasce a Roma. Dopo gli studi presso la Scuola di Fotografia della Regione Lazio, intuisce la sua inclinazione per il reportage, fotografando S. Maria della Pietà, struttura romana allora adibita ad ospedale psichiatrico. Da qui nasce il suo enorme repertorio di foto scattate soprattutto nel sud del globo. Pubblica su numerosi giornali italiani ed esteri. La casa editrice “Nottetempo-Bompiani” pubblica quattro copertine di romanzi con sue foto. Mostre e rassegne lo vedono presente nella capitale, tra le quali il “Festival internazionale di fotografia di Roma 2005 oriented” con le foto della Cina, “Yunnan tra tradizione e modernità“. In questo periodo le minoranze etniche, i popoli nomadi, i contrasti tra occidente e oriente lo affascinano e lo spingono in Mongolia due volte, prima nella stagione estiva e poi in inverno, come in quasi tutto il sud-est asiatico. A marzo del 2009 ha esposto a Francoforte con una selezione di foto in bianco e nero intitolata “Donne nel mondo” e nel settembre presso l’Istituto di Cultura Italiana di Lussemburgo ha presentato “Perles Rouges” in occasione “dell’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione”. Attualmente lavora come free-lance.

Titolo della mostra: FASHION VICTIMS
Artista in mostra:
Marco Palombi
Inaugurazione: Domenica 13 Dicembre 2009
Durata: Fino al 25 Gennaio 2010
Dove:  Galleria Whitecubealpigneto, via Braccio da Montone 93, Roma
Orari: dal lunedì al sabato ore 18.30 -21.00 e su appuntamento
Info: tel. 3342906204
E-mail: lastellina05@gmail.com

RICICLAMENTE

novembre 27th, 2009 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

L’associazione culturale “Arcarte” è lieta di presentare “Riciclamente”, evento/mostra della rassegna “Nell’arco dell’Anno” che propone temi di attualità ed utilità, quali il rispetto dell’ambiente, il riciclaggio e la tutela delle risorse.
L’iniziativa  si svolgerà nel centro  storico di Benevento presso la galleria d’arte Arcarte dal 05 dicembre 2009 al 06 gennaio 2009.
Un progetto culturale che rappresenta anche un modo nuovo, ottimistico e propositivo di vivere l’ecologia e di “costruire il cambiamento” valorizzando i materiali di scarto, i prodotti non perfetti e gli oggetti senza valore, per accedere all’idea di nuove possibilità di comunicazione e creatività in una nuova logica di rispetto dell’oggetto, dell’ambiente, dell’uomo.
Un evento il cui tema principale è il riciclaggio creativo con il fine di far riflettere su un diverso approccio verso gli oggetti di consumo.  La mostra esporrà, quindi, oltre a questi ultimi anche progetti e prototipi eco compatibili, con l’intento di stimolare la mente con tante altre idee in un vero e proprio laboratorio.

ANIMA MUNDI

novembre 24th, 2009 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

 

invitoSi inaugura domenica 22 novembre alle ore 20,00 la mostra d’arte contemporanea “ANIMA MUNDI”, ispirata alla Divina Commedia di Dante Alighieri.
La mostra curata da Dores Sacquegna, presenta le opere di pittura, fotografia, video arte, mix media e installazione di:
CORRIE ANCONE’  (Australia), JANINE BIUNNO (Usa), JUANCA (Francia), SIMONE CHIORRI  (Perugia), PAOLO CONSORTI (San Benedetto del Tronto), ALVARO ESCRICHE (Spagna), ALEXANDRA DE PINHO FERREIRA (Portogallo), ROBERTA FANTI (Torino), DAVID HARKER (UK), DARIO MANCO  (Lecce), JASNICA KLARA MATIĆ (Croazia),KHRISTER PALEOLOGOS  (Svezia), MADELEINE STRINDBERG (UK), ANNALISA SILINGARDI (Modena),URH SOBOCAN (Slovenia),
IRMA MICHAELA SZALKAY (Austria), RICARDO VILLAGRAN (Messico), MONTE WRIGHT (Canada), JOO YEON JUDY YANG (Usa).

Il termine latino Anima Mundi, sta a descrivere l’Anima del mondo, la natura nella sua totalità e il principio unificante, da cui prendono forma i singoli organismi. Platone fu tra i primi a parlare di “anima del mondo”, ereditando questo concetto da tradizioni orientali, orfiche e pitagoriche. Per il filosofo, il mondo è una specie di grande animale, la cui vitalità è supportata dall’anima. Nei secoli passati, il concetto ha trovato un corrispettivo nel logos, cioè nell’anima contaminata dalla materia, legato a concetti magici, alchemici ed ermetici, nell’astrologia e nell’oroscopo e soprattutto nella concordanza, tra eventi celesti ed eventi terreni, in quanto espressioni di un medesimo principio vitale. Da Schelling a Schopenhauer, da Bergson a Carl Jung, il concetto di anima del mondo si è ampliato, seguendo il parametro dell’Âtman o dell’Ego, cioè il principio del Sé individuale e interiore, così come, ancora oggi, avviene nelle religioni orientali e simboleggia l’unione del dualismo cosmico dello yin e dello yang, secondo una visione armonica ed organica dell’universo.
Una testimonianza importante è la Divina Commedia di Dante Alighieri, un poema tra i più interessanti della letteratura medioevale. Diviso in tre parti chiamate “cantiche” (Inferno, Purgatorio e Paradiso), narra il viaggio del poeta, attraverso i tre regni ultraterreni, con l’obbiettivo finale di arrivare al cospetto di Dio.
La struttura testuale della Commedia coincide con la rappresentazione cosmologica dell’immaginario medioevale. Il viaggio all’Inferno e sul monte del Purgatorio, rappresentano, infatti, l’attraversamento dell’intero pianeta, concepito come una sfera, dalle sue profondità, alle regioni più elevate, mentre il Paradiso è una rappresentazione simbolica e visuale del cosmo di tolemaica memoria. Dante aggiunge una sua visione personale, universale, sotto l’aspetto di redenzione dell’umanità, ma anche redenzione del poeta, dopo un periodo di traviamento (selva oscura), redenzione politica e redenzione religiosa. Parafrasando la Divina Commedia, alcuni artisti in mostra hanno concepito le proprie opere, seguendo alcuni passi del poema.

Titolo della Mostra: ANIMA MUNDI
Inaugurazione: 22 Novembre ore 20,00
Durata:  fino al 10 dicembre  2009
Dove: Primo Piano LivinGallery-     , Viale Guglielmo Marconi 4, Lecce
Orari: dal lunedì al sabato 11-13/ 16-19:30
Telefono : 0832.304014
Sito Web: www.primopianogallery.com
Email: primopianogallery@libero.it
Curatore: Dores Sacquegna
Catalogo: (italiano/inglese) in mostra

DARIO BALLANTINI “Identità artefatte”

novembre 19th, 2009 by agendartestudio

Di: Massimiliano A. Grasso

Gioinvito dario ballantinivedì 26 novembre alle 21.00 Vernissage per la Mostra Personale dell’Artista Dario Ballantini presso la Galleria d’Arte 18, uno degli spazi più originali e d’avanguardia dell’Arte a Bologna. Presenta la Mostra il critico d’Arte Prof. Franchino Falsetti.

“Dario Ballantini nella sua intelligente ricerca artistica ci ripropone scelte-rottura del primo novecento, poiché ci evidenzia una correlazione tra l’uomo che ha vissuto tra guerre mondiali ed eccidi di vaste proporzioni, con l’attuale devastante e disumana guerra dei mondi economici e consumistici che trasformano l’uomo moderno in “vittima vivente” in ogni parte del nostro pianeta”.
(dal testo critico del Prof. Franchino Falsetti)

“Il Dario Ballantini artista completo usa il suo primo mezzo espressivo, la pittura, per raccontarsi e per raccontarci, per svelare a se stesso e a tutti noi la parte più nascosta della verità che egli riesce a estorcere al proprio inconscio durante le frenetiche incursioni notturne del pennello allorché il buio che avvolge le cose e penetra nelle viscere della città, nonostante le illusorie illuminazioni della sua superficie, offre spazi al silenzio interiore più grande dello strepito dei nottambuli”.
(dal testo critico di Luciano Caprile)

“Ballantini è un Giano bifronte, ma al quadrato, poiché la sua stessa identità è divisa in due: quella che vive sul palcoscenico, il personaggio ‘pubblico’, e colui che prospera nello studio d’artista, il personaggio ‘privato’. Incarnazione di un dualismo senza frontiere che si nutre, forse, di una mancanza originaria”.
(dal testo critico di Nicola Davide Angerame)

Artista in mostra:  Mostra Personale di Dario Ballantini
Inaugurazione:Giovedì 26 novembre 2009 ore 21.00
Durata:Fino  al 7 gennaio 2010
Orari:- dal martedì al venerdì: 10.00 – 19.00;- sabato 15.00 – 19.00.
Ingresso:gratuito
Dove: Galleria d’Arte 18, Via San Felice 18, 40122 Bologna
Info:  Tel. +39 051 4070368
Web: www.galleriadarte18.it